Nel mondo, ogni otto minuti viene assassinata una donna, in Italia ne viene uccisa una ogni due giorni.

Gli ultimi dati istar sottolineano che, in Italia, circa 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni, quasi una su tre, riferiscono di aver subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale, da quelle meno gravi (come la molestia) a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro, con un incremento degli omicidi in ambito familiare e sentimentale.

Alla farmacia viene sempre più riconosciuto un ruolo sociale e sanitario: da dispensatore del farmaco, infatti, diventa presidio di nuovi servizi volti a tutelare la salute del cittadino sul territorio. Prevenzione ed educazione sanitaria, in particolare, sono due elementi di cui la farmacia può farsi carico e la violenza è un tema che può essere affrontato, sia attraverso la formazione dei farmacisti – che rivestirebbero un ruolo importante nella percezione dei disagi riconducibili ad un possibile scenario di violenza – sia attraverso la sensibilizzazione dei clienti/pazienti sulla drammatica realtà di questo fenomeno. La farmacia, può essere un possibile punto di riferimento per le donne che subiscono violenza, andando oltre il suo compito sanitario e assumendo un ruolo di autentica vicinanza alle persone in difficoltà, anche grazie alla capillarità sul territorio che è nettamente superiore a quella di qualsiasi altra struttura.

 

Articolo di Mario Giaccone – tesoriere della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani – Fofi